TIRO A PIATTELLO

ERA IL 1989 QUANDO VINSI UNA GARA DI TIRO A PIATTELLO, PENSATE UN PO', 18/20 PIATTELLI PRESI. FU UN'ESPERIENZA INTERESSANTE, MISI ALLA PROVA LA MIA MIRA CON LA PRONTEZZA DEI MIEI RIFELSSI.
OCCORRE MOLTO ALLENAMENTO POICHE' NN E' FACILE CREDETEMI,
NN SAI MAI DA CHE PARTE SFRECCIA IL PIATTELLO, E CON UNA VELOCITA' CHE NN TI DA NEMMENO IL TEMPO DI RIFLETTERE...
RICORDO CHE ATTENDEVO IL LANCIO COL FIATO SOSPESO E DENTRO DI ME DICEVO: LO PRENDO, LO PRENDO. L'ADRENALINA MI SALIVA A 1000, ERO TESISIMMA, DOVEVO BILANCIARE IL CORPO NELLA MANIERA CORRETTA, IMPUGNARE IL FUCILE ALLINEANDO LA CANNA ALLA MIA SPALLA IN MODO TALE CHE IL FUCILE E IL MIO BRACCIO FOSSERO UNA COSA SOLA, IL MIRINO DOVEVA ALLINEARSI CON LA CANNA DEL FUCILE. APPENA MI SENTIVO PRONTA, MA COL CUORE IN GOLA, GRIDAVO:POOL!!! E IL PIATTELLO SFRECCIAVA COME UN FULMINE ED IO PRONTA A SEGUIRLO CON L'CCHIO AL MIRINO E AL MOMENTO OPPORTUNO SPARARE.
NE SBAGLIAI SOLO DUE E NN MI PARSE MANCO VERO, NN ERO MOLTO ALLENATA MA PARTECIPAI PERCHE' INCORAGGIATA DAL PRESIDENTE STESSO DELLA GARA, ACCANTO A ME NELLA FOTO STANNO ANCHE DUE CAMPIONI DI TIRO A PIATTELLO A LIVELLO EUROPEO, E CONTINUAVANO A CHIEDERSI E CHIEDERMI."MA COME LI HA PRESI?"
MI VIENE DA SORRIDERE PERCHE' ANCORA OGGI NN LO SO NEMMENO IO COME LI AVRO' PRESI, MAH!!! LA FORTUNA DEI PRINCIPIANTI? E CHI LO SA?

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